Mi sento fortunato di Google: segreti e trucchi 2026

Identikit di un’icona tech – Mi sento fortunato Google

  • Lancio: Settembre 1998.
  • Costo per Google: circa 110 milioni di dollari l’anno in Ads saltati.
  • Origine nome: ispirato al film “Ispettore Callaghan”.
  • Uso attuale: portale per Doodles, Easter Egg e progetti no-profit.

Tutti abbiamo cliccato almeno una volta sul pulsante “Mi sento fortunato”. È lì, proprio accanto al classico tasto di ricerca, fin dai primi giorni di vita di Google. Eppure, nel corso degli anni, le sue funzioni sono cambiate radicalmente per adattarsi a un web che non permette più distrazioni. Se un tempo era una scorciatoia per i più pigri, oggi è diventato un pezzo di “archeologia digitale” che Google difende per pura questione di immagine.

Il bug economico da 110 milioni di dollari

Fino al 2010, il funzionamento era semplice: inserivi una keyword, premevi il tasto e venivi catapultato direttamente sul primo risultato della lista. Niente pagine intermedie e niente distrazioni. Questo sistema però nascondeva un problema enorme per le casse di Mountain View. Saltando la pagina dei risultati (la SERP), l’utente non vedeva mai gli annunci di Google Adwords.

Marissa Mayer, all’epoca a capo dei prodotti di ricerca, confermò che circa l’1% degli utenti utilizzava regolarmente questo tasto. Quel misero 1% si traduceva in una perdita economica di circa 110 milioni di dollari all’anno. È facile capire il perché: la SERP non serve solo a elencare siti, ma è la vetrina dove Google espone la pubblicità che rappresenta la sua principale fonte di reddito. Portare l’utente fuori dal proprio ecosistema in un millisecondo equivaleva a rinunciare a una fortuna.

“Nome Brand” + Clic: la formula della velocità

In termini pratici, a cosa serve ancora oggi questo comando? La funzione è rimasta utile per le ricerche di navigazione. Se scrivi il nome di un brand specifico e clicchi su “Mi sento fortunato”, accedi direttamente alla homepage ufficiale di quel marchio, saltando i passaggi intermedi.

In sostanza: “nome brand” + clic su fortunato = accesso immediato al sito. È la via più rapida per chi sa già dove vuole andare e non ha bisogno di confrontare altri risultati o scorrere tra le schede informative di Google.

Cosa succede se lo premi “a vuoto”?

Se la barra di ricerca è vuota e clicchi sul tasto, Google ti reindirizza automaticamente nella sezione dedicata ai Doodles. È qui che si trova l’archivio storico di tutti i loghi creativi, i mini-giochi e le animazioni che l’azienda ha realizzato per celebrare eventi, scoperte scientifiche o compleanni di personaggi illustri.

In assenza di una query specifica, il tasto smette di essere uno strumento di ricerca e diventa un portale per l’intrattenimento e la cultura digitale.

Caratteristica Cerca con Google Mi sento fortunato
Risultati Lista completa (SERP) Solo il 1° risultato
Pubblicità Presente (Annunci Ads) Assente (Bypassata)
Velocità Standard Massima (1 clic)
Uso su Mobile Sì (Default) No (Nascosto/Assente)

Il richiamo cinematografico: Clint Eastwood e l’ispettore Callaghan

Ma da dove arriva un nome così insolito per un motore di ricerca? La storia è curiosa e ci riporta al cinema degli anni ’70. Pare che l’ispirazione sia arrivata direttamente dal film “Ispettore Callaghan: il caso Scorpio è tuo!” (Dirty Harry).

In una scena diventata leggendaria, il poliziotto interpretato da Clint Eastwood tiene sotto tiro un rapinatore di banche e gli rivolge la domanda: “Ti senti fortunato, teppista?”. I fondatori di Google decisero di riprendere quella frase per trasmettere un messaggio di estrema fiducia nel loro algoritmo: erano così sicuri che il primo risultato sarebbe stato quello giusto, da sfidare l’utente a saltare tutti gli altri.

Perché Google non lo ha mai rimosso?

Oggi, con la ricerca istantanea e il dominio degli smartphone, il tasto è quasi invisibile. Sul mobile non esiste e sul desktop viene spesso ignorato. Rimuoverlo porterebbe un guadagno immediato e libererebbe spazio prezioso, eppure, Google lo mantiene come un simbolo. È la prova che l’azienda non è solo un colosso pubblicitario, ma conserva ancora quel pizzico di spirito goliardico e universitario delle origini, quando la priorità era trovare l’informazione corretta nel minor tempo possibile.

Come usare il tasto Mi sento fortunato nel 2026

Oggi molti utenti hanno difficoltà a usare il comando perché i risultati compaiono istantaneamente mentre si digita. Per “bloccare” il tasto e riuscire a cliccarlo, hai due strade:

  1. Disattivare Google Instant: vai nelle impostazioni di ricerca e seleziona “Non mostrare mai i risultati istantanei”.
  2. Il trucco del mouse: digita la parola, non premere Invio, e sposta velocemente il cursore sul tasto. Se passi il mouse sopra senza cliccare, vedrai le opzioni alternative come “Mi sento stellare” o “Mi sento giocoso”.

 

Domande Frequenti sul tasto Fortunato

1. Perché non riesco a cliccare sul tasto “Mi sento fortunato”?

Il motivo è tecnico: si chiama Google Instant. Il motore di ricerca carica i risultati mentre scrivi, facendo sparire o rendendo inutile il pulsante. Per usarlo, devi digitare la parola e cliccare sul tasto con estrema rapidità, oppure disattivare le previsioni istantanee nelle impostazioni di ricerca.

2. Esiste un modo per usare il tasto fortunato su smartphone?

Ufficialmente no. Google ha rimosso il tasto dalle versioni mobile (App e browser mobile) per risparmiare spazio e massimizzare i clic sugli annunci. Puoi vederlo solo attivando la modalità “Sito Desktop” sul browser del tuo telefono.

3. Quali sono i migliori trucchi (Easter Egg) ancora attivi?

I più famosi che rispondono ancora al comando sono “Do a barrel roll” (la pagina ruota), “Google Gravity” (tutto crolla verso il basso) e “Google 1998” (per vedere l’interfaccia originale). Ricorda di scriverli e cliccare sul tasto senza premere Invio.